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		<title>Vino DOCG di Catania: Cerasuolo di Vittoria</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 15:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bacco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Cerasuolo di Vittoria è un vino DOCG prodotto nella zona meridionale della Sicilia. Grazie al suo caratteristico sapore fragrante ed armonico, ed al bouquet articolato, è considerato uno fra i migliori vini rossi siciliani. Le origini e la produzione del Cerasuolo di Vittoria Il Cerasuolo di Vittoria è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-medium wp-image-88 alignleft" title="the still life with glass of red wine" src="http://www.resnaturalis.it/wp-content/uploads/2011/08/Weinfass-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" />Il Cerasuolo di Vittoria è un vino DOCG prodotto nella zona meridionale della Sicilia. Grazie al suo caratteristico sapore fragrante ed armonico, ed al bouquet articolato, è considerato uno fra i migliori vini rossi siciliani.</strong><span id="more-48"></span></p>
<h2>Le origini e la produzione del Cerasuolo di Vittoria</h2>
<p>Il Cerasuolo di Vittoria è un vino rosso siciliano originario dell’omonima cittadina situata in provincia di Ragusa. La Sicilia, sin dai tempi degli antichi Greci e dei Romani, è sempre stata una terra nota per la sua produzione vitivinicola di qualità e questo vino è uno dei rappresentanti di punta di tale tradizione enologica. Le testimonianze storiche riferiscono che già nell’ottavo secolo a.C. la viticoltura era diffusa nel sud dell’isola; questo vino, nella sua versione “moderna”, nasce tuttavia nel XVII secolo. Nel 1607 venne infatti fondata la città di Vittoria cui seguì una grande espansione della viticoltura, favorita dal terreno fertile e dal clima favorevole. Nel 2005 questa eccellenza enologica siciliana ricevette dall’Unione Europea la prestigiosa attestazione DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Secondo il Disciplinare di Produzione, questo vino può essere ottenuto esclusivamente da uve Nero d’Avola e Frappato provenienti da diversi comuni limitrofi della provincia ragusana (Vittoria, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Acate, Santa Croce Camerina e parte del territorio di Ragusa), nissena (Gela, Niscemi, Butera, Riesi e Mazzarino) e catanese (Caltagirone, Mazzarrone e Licodia Eubea).</p>
<h2>Tipologie ed accostamento gastronomici del Cerasuolo di Vittoria</h2>
<p>Questo vino siciliano viene prodotto in due varianti, entrambe con un titolo alcolometrico minimo di 13 gradi; la prima, il “Cerasuolo di Vittoria”, presenta un colore che varia fra il rosso ciliegia e il rosso violaceo, è caratterizzata da un profumo fruttato e floreale, e il suo sapore è pieno, armonico, morbido al palato e leggermente secco. La versione “Cerasuolo di Vittoria Classico” presenta invece un colore tendente al granato e, con il procedere dell’invecchiamento, il bouquet si arricchisce di sentori di ciliegia, ma anche di cuoio, frutta secca, tabacco e cioccolato. Per quanto riguarda gli abbinamenti gastronomici, questo vino rosso si adatta bene a salumi, formaggi ed antipasti, ma è indicato anche per accompagnare preparazioni a base di pesce. La temperatura ideale di servizio è fra 14 e 16°C.</p>
<p>Immagine: jirkab &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Vini siculi</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 10:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bacco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Sicilia, sin dai tempi della Magna Grecia, è conosciuta per le sue produzioni vitivinicole di elevatissima qualità. Il terreno fertile ed il clima favorevole permettono la coltivazione di pregiate uve dalle quali si ottengono i vini siculi noti in tutto il mondo. I vini siculi bianchi, rosati e rossi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-92" title="Romantic couple having dinner" src="http://www.resnaturalis.it/wp-content/uploads/2011/08/Weintrinker-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />La Sicilia, sin dai tempi della Magna Grecia, è conosciuta per le sue produzioni vitivinicole di elevatissima qualità. Il terreno fertile ed il clima favorevole permettono la coltivazione di pregiate uve dalle quali si ottengono i vini siculi noti in tutto il mondo.</strong><span id="more-45"></span></p>
<h2>I vini siculi bianchi, rosati e rossi</h2>
<p>Fra i vini bianchi siciliani si ricordano l’Alcamo, un vino DOC dal colore dorato con riflessi verdognoli; prodotto a partire da uve Catarratto e Inzolia, questo bianco si adatta bene ad essere servito con preparazioni a base di pesce o crostacei. Per quanto riguarda i vini siculi rossi, uno dei più pregiati è il Nero d’Avola. Si tratta di un vino dal colore rosso rubino carico e dalle note piacevolmente fruttate e floreali; il sapore è intenso, morbido tannico e corposo. Molto pregiato, tanto da avere ricevuto l’attestazione DOCG, è anche il Cerasuolo di Vittoria, un vino rosso prodotto nel sud della Sicilia. Un vino DOC tipico è l’Etna Rosato, prodotto sulle pendici del vulcano in provincia di Catania. Grazie alla fertilità del suolo lavico si ottiene un vino di colore rosato brillante, con sentori di violetta e mela cotogna. Il suo sapore armonico ed equilibrato lo rende adatto ad accompagnare soprattutto piatti a base di pesce e formaggi non stagionati.</p>
<h2>I vini siculi da dessert: Marsala, Passiti, Zibibbo e Malvasie</h2>
<p>La piccola isola di Pantelleria è sede di produzione di eccellenti vini siculi fra i quali Passito e Moscato di Pantelleria, Passito Liquoroso, Moscato Liquoroso e Zibibbo Dolce. Questi vini sono ottenuti da diverse cultivar cresciute nelle particolarissime condizioni climatiche dell’isola: estati calde e lunghe, costante ventilazione e scarsità di precipitazioni. Tutto ciò determina l’accumulo di elevate concentrazione di zuccheri nelle uve; dopo la vendemmia, nel caso dei Passiti e dello Zibibbo, i grappoli vengono fatti seccare al sole, causando una ulteriore concentrazione di tutte le sostanze contenute. Ecco perché questi vini presentano un grado alcolico elevato, sapore dolcissimo e profumo intensi. Fra i vini siculi più pregiati non si può non ricordare il Marsala, un eccellente vino liquoroso invecchiato in botti di legno e prodotto con l’aggiunta di acquavite di vino allo scopo di determinare l’elevazione del grado alcolico.</p>
<p>Foto: chiyacat &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Vini Biologici</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 15:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bacco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parlando di vini biologici, bisogna fare innanzitutto una premessa: il vino biologico non esiste dal punto di vista normativo. L’espressione “vini biologici” quindi non è corretta, mentre è più giusto parlare di vini prodotti con uve biologiche, che godono dal 1991 di certificazioni europee riferite al metodo di coltivazione, cioè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-43" title="Vini Biologoci" src="http://www.resnaturalis.it/wp-content/uploads/2011/10/wein.jpg" alt="Vini" width="300" height="200" /><strong>Parlando di vini biologici, bisogna fare innanzitutto una premessa: il vino biologico non esiste dal punto di vista normativo. L’espressione “vini biologici” quindi non è corretta, mentre è più giusto parlare di vini prodotti con uve biologiche, che godono dal 1991 di certificazioni europee riferite al metodo di coltivazione, cioè quello tipico dell’agricoltura biologica, e non al prodotto finale.</strong><span id="more-42"></span></p>
<h2>Biologico perché decide la natura</h2>
<p>Nelle aziende vitivinicole la figura dell’enologo è fondamentale, soprattutto laddove è necessario ottenere grandi quantità di bottiglie di vino di elevata qualità per rispondere alle richieste del mercato. Il vino però non sarà mai un prodotto industriale perché subisce l’influenza dei luoghi, delle persone, del clima. Se diventa prodotto di massa, l’enologo è costretto a intervenire per garantirne la conservazione o correggere eventuali difetti. Ecco perché parlare di vino biologico ha senso solo se, oltre alla coltivazione di uve biologiche, anche nella fase di trasformazione di queste in vino venisse lasciata alla natura la possibilità di fare il suo corso. Il vino biologico quindi deriva da uve coltivate senza utilizzare organismi geneticamente modificati o sostanze chimiche, come i concimi, gli anticrittogamici, i diserbanti, gli insetticidi o i pesticidi. Per ottenere uve che non necessitano di correzioni bisogna rispettare la vite e la vocazione di un territorio. La certificazione di vino prodotto con uve biologiche viene concessa da specifici organismi di controllo secondo dei disciplinari che regolamentano anche l’uso di mosti concentrati e lieviti in modo da escluderne l’abuso.</p>
<h2>I vini biodinamici</h2>
<p>L’agricoltura biodinamica si differenzia da quella biologica perché utilizza delle quantità molto minime di preparati. Il metodo venne messo a punto negli anni ’20 del secolo scorso in Austria e si basa su tre principi: la conservazione della fertilità della terra; il rafforzamento del sistema immunitario delle piante in modo che sia più resistenti alle malattie e ai parassiti e la massima qualità del prodotto finale ottenuta anche con semplici gesti come la vendemmia fatta manualmente.</p>
<p>Immagine: Roman Sigaev &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le cantine storiche piemontesi</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 09:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bacco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La produzione vitivinicola piemontese è tra le più ricche e pregiate in Italia. Conosciuti in tutto il mondo i vini del Piemonte si distinguono per l’elevata qualità e per la varietà delle tipologie presenti: oltre 50 in tutta la regione. La tradizione vitivinicola risale addirittura al primo secolo dopo Cristo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-86" title="Wine barrels in cellar. Wide angle view." src="http://www.resnaturalis.it/wp-content/uploads/2011/08/Weinfaesser.jpg" alt="" width="867" height="553" />La produzione vitivinicola piemontese è tra le più ricche e pregiate in Italia. Conosciuti in tutto il mondo i vini del Piemonte si distinguono per l’elevata qualità e per la varietà delle tipologie presenti: oltre 50 in tutta la regione. La tradizione vitivinicola risale addirittura al primo secolo dopo Cristo, come dimostra il ritrovamento nel 1800 di una cantina del tempo.</strong><span id="more-39"></span></p>
<h2>Tradizione e qualità</h2>
<p>A favorire lo sviluppo dell’industria vitivinicola ha contribuito la morfologia della regione che per gran parte è ricoperta di dolci colline, adatte alla coltivazione delle viti, ma che richiedono costi di produzione (ad esempio relativi alla raccolta dell’uva) più elevati: si è scelto quindi di privilegiare la qualità dei vini alla quantità. Ecco perché, nonostante ci siamo zone della penisola italiana che presentano produzioni più abbondanti, il Piemonte vanta ben 16 Docg (Denominazioni di origine controllata e garantita) appartenenti a decine di storiche cantine, come Gancia, Coppo o Contratto. Quest’ultima, fondata nel 1876, ha conservato splendide gallerie, sale e cunicoli scavati nella roccia di alto valore architettonico, tanto che la cittadina di Canelli, sede della cantina, ha richiesto il riconoscimento di patrimonio dell’Unesco.</p>
<h2>La storica Cinzano</h2>
<p>Nata nella seconda metà del 1500 a Pecetto Torinese, quella dei Cinzano è una delle più antiche cantine piemontesi che ha sempre saputo, sin da quando nel 1887 fece pubblicare sul quotidiano “Il Telegrafo” di Livorno un annuncio pubblicitario in bianco e nero, rinnovarsi e fare tendenza in tema di comunicazione. Inizialmente producevano rosoli (liquore derivato dalle rose) ed elisir sotto la sapiente guida del maestro acquavitaio Giovanni Battista Cinzano. I suoi eredi vennero insigniti dai reali di casa Savoia del titolo di migliori produttori di Vermouth Rosso e aprirono un punto vendita nella centralissima via Garibaldi a Torino. Nella cantina Cinzano venne prodotto, dopo un accurato studio delle tecniche produttive francesi, il primo spumante italiano dando inizio alla rinomata tradizione nazionale degli spumanti. La produzione su scala industriale iniziò negli anni Sessanta. Oggi la cantina è proprietà del gruppo Campari.</p>
<p>Illustrazione: PANORAMO &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L&#8217;Arte di produrre vino</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 08:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bacco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vino è una bevanda alcolica derivata dalla fermentazione dell’uva. Ha una storia millenaria e nel corso dei secoli è stato ricoperto da un alone di magia. Nella religione cristiana, esso è protagonista dell’Ultima Cena e la scoperta di quella che è considerata una vera e propria arte viene attribuita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.resnaturalis.it/wp-content/uploads/2011/10/Vitigno-300x225.jpg" alt="I vitigni italiani" title="Vitigno" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-30" /><strong>Il vino è una bevanda alcolica derivata dalla fermentazione dell’uva. Ha una storia millenaria e nel corso dei secoli è stato ricoperto da un alone di magia. Nella religione cristiana, esso è protagonista dell’Ultima Cena e la scoperta di quella che è considerata una vera e propria arte viene attribuita a Noè che, in seguito al Diluvio universale, piantò delle viti e ne ottenne del vino, con cui si ubriacò.</strong><br />
<br /></br><span id="more-29"></span></p>
<h2>Il nettare degli dei</h2>
<p>Secondo la mitologia greca il vino era la bevanda preferita dagli dei che popolavano l’Olimpo. In realtà sono stati ritrovati fossili di vite risalenti a due milioni di anni fa e gli studiosi sostengono che già nel Neolitico ci fossero degustatori di vino nella zona del mar Caspio e sui monti del Caucaso, i quali lo avevano scoperto casualmente a causa della fermentazione spontanea di uva dimenticata in alcuni contenitori. Intorno al 3000 a.C. iniziò la produzione sistematica di vino nelle società mediorientali e tra gli Egiziani. Con i Romani il vino cessò di essere un prodotto per “dei” e privilegiati e diventò bevanda di uso quotidiano, a disposizione delle masse. Nel corso del Medioevo l’attività dei monaci diede nuovo impulso alla produzione vitivinicola.<br />
<br /></br></p>
<h2>Il processo di vinificazione</h2>
<p>Al centro del miracolo della vinificazione c’è la fermentazione: si tratta di un processo chimico naturale che consiste nella demolizione dei carboidrati da parte di microrganismi quali batteri, muffe e lieviti. Nutrendosi di carboidrati, questi microrganismi producono alcol e acido citrico. La pigiatura dell’uva, coi piedi &#8211; secondo la tradizione &#8211; o con apposite presse, porta alla rottura dell’acino e il succo viene così a contatto con l’ossigeno. La qualità di un vino dipende dal suolo, dal clima, dalle caratteristiche del vitigno, dall’altitudine. Tranne rare eccezioni, è difficile trovare vini di elevata qualità in territori montani, mentre sono particolarmente adatte le aree collinari ben esposte al sole, di cui le viti hanno bisogno nel periodo che va da aprile a ottobre. In base alla quantità di sole assorbito nel corso dell’anno, le uve risulteranno più acide e meno zuccherate nelle zone fredde e più dolci in quelle calde. </p>
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		<title>I principali percorsi Enogastronomici col Noleggio auto Catania</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 13:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bacco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Sicilia è una terra ricca di natura, storia e cultura, nella quale non passa certo in secondo piano il suo grande patrimonio enogastronomico. Nel panorama siciliano Catania rappresenta una delle province dove si conta il maggior numero di tipicità, grazie anche alla presenza dell’Etna che, con il tempo, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.resnaturalis.it/wp-content/uploads/2011/10/catania.jpg" alt="Catania" title="Noleggio auto Catania" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-25" /><strong>La Sicilia è una terra ricca di natura, storia e cultura, nella quale non passa certo in secondo piano il suo grande patrimonio enogastronomico. Nel panorama siciliano Catania rappresenta una delle province dove si conta il maggior numero di tipicità, grazie anche alla presenza dell’Etna che, con il tempo, ha contribuito a creare una terra ricca e fertile dove prosperano agricoltura e allevamento.</strong><br />
<br /></br><span id="more-24"></span></p>
<h2>Le tipicità enogastronomiche catanesi</h2>
<p>Una visita alla scoperta dei prodotti tipici del territorio di Catania non può che partire dalla Strada del Vino dell’Etna. Grazie al particolare clima ed al terreno ricco di ceneri vulcaniche, i vini prodotti sulle pendici e nella zona del vulcano non hanno eguali nel resto del mondo. Percorrendo questa Strada è possibile visitare aziende vitivinicole nelle quali degustare gli ottimi vini locali; numerose sono anche le aziende agroalimentari specializzate nella produzione di tipicità come salumi, formaggi, marmellate, dolci e molti altri prodotti legati alla tradizione del territorio etneo. Fra i prodotti tipici catanesi vi è anche un pregiato olio extravergine, il “Monti Iblei DOP” (Denominazione di Origine Protetta), dal caratteristico colore verde intenso. Questo pregiato olio viene prodotto a partire da uve della varietà tradizionale “Tonda Iblea”, ed è apprezzato sin dai tempi antichi. Catania ha uno stretto legame non solo con la terra, ma anche con il mare: nelle località costiere è possibile gustare pesce fresco di giornata, cucinato secondo ricette tipiche della tradizione come, ad esempio, gli sgombri ripieni al forno oppure lo squisito pesce spada con aromi.<br />
<br /></br></p>
<h2>Raggiungere e visitare la Sicilia grazie al noleggio auto Catania e Palermo</h2>
<p>In Sicilia sono due gli aeroporti principali: uno si trova a Punta Raisi, a circa 35 chilometri di distanza da Palermo, mentre Catania è ben servita dallo scalo di Fontanarossa che si trova a pochi chilometri dalla città. Che si tratti di un weekend o di una vacanza più lunga, per quanto riguarda il <a href="http://www.autonoleggio-online.it/Italia/Autonoleggio-Palermo.aspx" target="_blank" class="liexternal">noleggio auto Catania</a> offre molte possibilità al turista. Disporre di un’auto per i propri spostamenti è indispensabile, dal momento che i trasporti pubblici non sono molto frequenti. Grazie al noleggio auto Catania e la Sicilia possono essere esplorate in completa libertà ed autonomia. </p>
<p>Immagine: Christian Quaquero &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le Langhe – terra di vino e di tartufi</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 11:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bacco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre la regione Piemonte deve il nome alla sua posizione geografica ai piedi del monte, la definizione delle Langhe pare essere riconducibile alla forma di questa terra tanto simile a delle lingue e forse anche alle lande che un tempo erano incolte. Le lingue di terra profumate Oggi la zona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.resnaturalis.it/wp-content/uploads/2011/10/weingut.jpg" alt="Le Langhe - vino e tartufi" title="Vitigno" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-20" /><strong>Mentre la regione Piemonte deve il nome alla sua posizione geografica ai piedi del monte, la definizione delle Langhe pare essere riconducibile alla forma di questa terra tanto simile a delle lingue e forse anche alle lande che un tempo erano incolte.</strong><br />
<br /></br><span id="more-19"></span></p>
<h2>Le lingue di terra profumate</h2>
<p>Oggi la zona delle Langhe dà origine a vini rinomati come il Barbaresco, il Barolo e l&#8217;Asti, ma è anche nota nel mondo dei gourmet per il pregiati tartufo bianco d&#8217;Alba. Ogni anno in questa cittadina si tiene la Fiera Internazionale dove si gustano le pietanze preparate con il prezioso ingrediente dall&#8217;aroma estasiante che qui viene raccolto e venduto. Moltissime sono le ricette a base di tartufo: i ravioli di ricotta al tartufo, il risotto piemontese in bianco con tartufi e il fegato d&#8217;oca tartufato sono solo alcuni esempi della vasta gamma di pietanze proposte. I tartufi meno pregiati  poi, vengono  utilizzati per la preparazione di salse e guarnizioni. Mentre il tartufo bianco viene usato in dosi minime per la sua qualità aromatizzante, quello nero è utilizzato in quantitativi maggiori;. il primo si mangia prevalentemente crudo, il secondo viene solitamente consumato previa cottura. Il prezzo del tartufo varia a seconda della qualità e della zona di provenienza, ma la quotazione sommariamente elevata che contraddistingue questo prodotto sul mercato, lo rende un alimento nobile e riservato ad una cucina d&#8217;elite.<br />
<br /></br></p>
<h2>Sulle tracce delle prelibatezze piemontesi</h2>
<p>Dall&#8217;incantevole cittadina di Asti dove ogni anno si tiene il Palio del Vino in uno scenario settecentesco, all&#8217;Enoteca Regionale di Barolo dove immergersi nelle fragranze ed i colori del nettare di Bacco, passando per  i borghi medievale di Roddi e Novello, famose per la loro gastronomia tipicamente piemontese, fino ad Aequi Terme dove concedersi oltre alla buona cucina anche un bagno rilassante nelle acque termali,  si diramano dalla città del tartufo bianco molteplici itinerari eno-gastronomici che disegnano i contorni della gastronomia tradizionale piemontese.  </p>
<p>Foto: axeldrosta &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Barolo e Barbaresco</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 15:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bacco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2011 la regione Piemonte si è vista assegnare il maggior numero di etichette 5 Grappoli e 3 Bicchieri , riservate ai vini delle diverse regioni italiane. Quando si parla di produzione vinicola italiana, gli splendidi prodotti delle Langhe piemontesi non possono non essere menzionati. Due fratelli inseparabili Due dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.resnaturalis.it/wp-content/uploads/2011/10/weinberg.jpg" alt="Barolo e Barbaresco" title="Uva" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-17" /><strong>Nel 2011 la regione Piemonte si è vista assegnare il maggior numero di etichette 5 Grappoli e 3 Bicchieri , riservate ai vini delle diverse regioni italiane. Quando si parla di produzione vinicola italiana, gli splendidi prodotti delle Langhe piemontesi non possono non essere menzionati.</strong><br />
<br /></br><span id="more-15"></span></p>
<h2>Due fratelli inseparabili</h2>
<p>Due dei più nobili vini italiani, il Barolo ed il Barbaresco, sono i sovrani indiscussi di queste terre. Gli applausi raccolti durante l&#8217;Esposizione mondiale di Vienna nel 1873, ma anche l&#8217;assegnazione di un riconoscimento ufficiale come  vino tipico di pregio del 1933, stanno a dimostrare che questo vino a denominazione d&#8217;origine controllata e garantita, con il suo odore di tabacco ed anice stellato che si fonde con le dolci fragranze dei frutti di bosco in nuances rosso rubino, è frutto dell&#8217;esperienza vitivinicola secolare delle Langhe e del Nebbiolo. Dalle uve di Nebbiolo è ottenuto anche il fratello Barolo. I vitigni che danno origine ai suoi grappoli di uva dal colore blu tendente al grigio e che maturano tardivamente, crescono rigogliosi e forti in quelle terre. Il borgo medievale di Barbaresco da cui il famoso vino prende il nome, si trova ubicato sulle colline in provincia di Cuneo. Mentre tra i personaggi famosi legati alla storia del Barolo spiccano il Conte Camillo Benso di Cavour che si dedicò con passione alla coltura delle uve utilizzate per questo vino e l&#8217;intera Corte di Savoia che lo elesse a vino ufficiale alla nell&#8217;Ottocento, il Barbaresco vanta il suo ruolo di protagonista durante un brindisi storico del 1799, quando il generale austriaco Melas vinse la Francia.<br />
<br /></br></p>
<h2>Mete da non mancare</h2>
<p>Le Cantine dei Barchesi di Barolo che si estendono su più di mille ettari di terra, sono una tappa obbligata per una visita con degustazione per gli amanti del Barolo. Di particolare interesse è anche il WiMu, il  museo su cinque piani che racconta la storia del Barolo attraverso un percorso multimediale che, ovviamente, si conclude con una degustazione del pregiato nettare e la possibilità di acquisto di qualche bottiglia da portare a casa.</p>
<p>Illustrazione: ROBERTO CAUCINO &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Vini italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 09:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bacco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vini]]></category>
		<category><![CDATA[DOC]]></category>
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		<description><![CDATA[Si narra che nell&#8217;era preistorica la vite crescesse spontaneamente nei boschi e che, soltanto a causa di una distrazione, qualcuno scoprì che il frutto del quale si era nutrito, si poteva tramutare in una bevanda dagli effetti inebrianti. Da allora il vino è divenuto un fedele compagno di strada nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.resnaturalis.it/wp-content/uploads/2011/10/wein3.jpg" alt="Vini italiani" title="Vino" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-12" /><strong>Si narra che nell&#8217;era preistorica la vite crescesse spontaneamente nei boschi e che, soltanto a causa di una distrazione, qualcuno scoprì che il frutto del quale si era nutrito, si poteva tramutare in una bevanda dagli effetti inebrianti. Da allora il vino è divenuto un fedele compagno di strada nel percorso dell&#8217;uomo.</strong></p>
<p><span id="more-11"></span></p>
<h2>Il titolo vanno meritati</h2>
<p>L&#8217;Italia è uno dei maggiori produttori vinicoli; le viti ricoprono le terre della penisola da nord a sud e, bianco o rosso che sia, il vino italiano è apprezzato dagli intenditori di tutto il mondo. Secondo una legislazione del 1992, i vini più pregiati sono classificati come DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) o vini a denominazione di origine controllata (DOC). Entrambe le tipologie provengono da zone che danno origine ad un&#8217;uva particolarmente pregiata, e  rispettano specifiche norme disciplinari che vengono costantemente monitorate da parte di una commissione istituita ad hoc. Seguono quindi i vini ad indicazione geografica tipica (ITG) che devono contenere un minimo di 85% di uva raccolta nella zona geografica di cui portano il nome, mentre ai piedi della classifica si trovano quelli che sono definiti i vini da tavola. Un laboratorio che si occupa del controllo di qualità e genuinità dei vini italiani è stato predisposto dall&#8217;Ispettorato Centrale Repressione Frodi,. al fine di evitare che sul mercato vengano commercializzati prodotti non corrispondenti alle normative vigenti.</p>
<h2>Nel 2011 il vino parla italiano</h2>
<p>A chi non è mai capitato  di assistere ad appassionate dispute  tra esperti e meno esperti, dove da un lato vi è chi sostiene che il vino migliore sia quello italiano mentre dall&#8217;altro vi è chi decanta la superiorità qualitativa di quello francese? Da sempre  Italia e Francia si contendono lo scettro di maggior produttore di vini. Nel 1981 si è giunti perfino allo scoppio di una guerra italo-francese del vino: le autobotti italiane che portavano in Francia il prodotto italiano vennero attaccati dai viticoltori francesi. Nell&#8217;eterna gara tra i due paesi, il 2011 ha assegnato all&#8217;Italia il podio del vincitore: la produzione vinicola ha superato di circa 3 milioni di ettolitri quella francese.</p>
<p>Immagine: Piotr Sikora &#8211; Fotolia</p>
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